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LUIGI TENCO [Cassine (AL), 21 marzo 1938 - Sanremo (IM), 27 gennaio 1967] E' stato un cantautore e compositore italiano. E' annoverato tra i fondatori della cosiddetta Scuola genovese e gran parte dei suoi brani risulta oggi riconosciuta tra i grandi classici della canzone italiana.



LA BIOGRAFIA DI LUIGI TENCO ( da http://www.luigitenco60s.it )

La biografia che segue è opera del sito di Giuseppe Cirigliano ( ad eccezione della parte riguardante "la morte" di Luigi, riscritta dal sottoscritto ), il quale ci ha gentilmente concesso di riportarla su questo sito. Questa biografia prende spunto da altri lavori presenti in rete ma si avvale soprattutto delle notizie contenute nei libri fondamentali di Aldo Fegatelli: Luigi Tenco. Vita breve e morte di un genio musicale [Mondadori, Milano 2002] e Renzo Parodi: Luigi Tenco [Tormena Editore, Genova 1997]. Le citazioni tratte da questi due libri sono contrassegnate, rispettivamente, dalle sigle [Feg.] e [Par.], seguite dal numero di pagina.


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Luigi Tenco nasce a Cassine, in provincia di Alessandria, il 21 marzo 1938. La madre, Teresa Zoccola, è rimasta vedova da alcuni mesi. Giuseppe Tenco, contadino di Maranzana, è infatti deceduto in circostanze oscure durante la gravidanza della madre [Secondo la versione corrente, sarebbe stato ucciso nella stalla dal calcio di una mucca; ma Valentino Tenco, il fratello maggiore di Luigi, ha sempre parlato di "un incidente", senza ulteriori precisazioni]. Sembra del resto che il vero padre di Luigi non fosse lui, ma un giovane e promettente Avvocato piemontese con il quale Teresa ebbe una travolgente storia d'amore [cfr. il citato libro di Fegatelli Colonna, alle pp. 23-25].


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Luigi trascorre i primi anni della sua vita tra Cassine, Maranzana e Ricaldone, paese nativo della madre. Scrive Renzo Parodi: "Luigi è un bambino sveglio e precoce. Ad appena tre anni sa già leggere e scrivere. Ha imparato da solo, chissà come, nelle campagne silenziose di Ricaldone... L'atmosfera rarefatta della campagna concilia la riflessione e Luigi è naturalmente un bambino riflessivo, capace di interrogarsi senza aprire bocca, perso nel mondo silenzioso dell'infanzia... È un bambino ma è già un piccolo adulto quello che, con la madre e il fratello, lascia la campagna piemontese morbida e silenziosa" [Par., pp. 15-16].

È il 1948. La famiglia Tenco si trasferisce in Liguria, prima a Nervi, e poi a Genova, dove la madre avvia un'attività commerciale aprendo un negozio all'ingrosso di vini tipici piemontesi, in Via Rimassa, nella zona della Foce. Intanto Luigi viene iscritto alla scuola media Giovanni Pascoli (la stessa che frequenterà di lì a poco il futuro amico Fabrizio De André) ed intreccia le sue prime e fondamentali amicizie: tra queste, Ruggero Coppola, Pupi Gatto, Danilo Dègipo, i fratelli Gianfranco e Giampiero Reverberi.

Nel 1951 si iscrive al Liceo Classico Andrea Doria, che frequenterà un solo anno (suo compagno di banco è Bruno Lauzi) per poi passare al Liceo Scientifico (dapprima il Cassini e poi il Galilei, un istituo privato). Conseguirà la maturità il 29 luglio 1956, unico privatista su 257 a superare la prova.

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Proprio durante gli anni del liceo, con alcuni amici, dà vita a vari gruppi musicali, con un repertorio per lo più altro composto da musica jazz e dai primi esempi di rock & roll. Luigi suona dapprima il clarinetto, poi si specializza con il sax. Il suo primo complesso, che risale al 1953, ha un nome un po' complicato: Jerry Roll Morton Boys Jazz band, e vede Danilo Dègipo alla batteria, Bruno Lauzi al banjo, Alfred Gerard alla chitarra e lo stesso Luigi al clarino. L'amico Dègipo ha in seguito precisato: "Jelly Roll Morton è stato uno dei più grandi pianisti di jazz del genere honky tonky. Un caposcuola" [Par., p. 28].


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Prove musicali in casa Lauzi, nel 1953. Da sinistra, Luigi Tenco (chitarra), Bruno Lauzi (batteria), Danilo Degipo (clarinetto). Per l'occasione di questa fotografia, i tre si sono scambiati gli strumenti



Chiusa l'esperienza con la Jelly Roll Morton, Luigi mette su, con Roy Grassi (alla batteria) e Gino Paoli (che suona maldestramente la chitarra), un altro gruppo denominato I Diavoli del Rock. Con l'apporto di Danilo Dègipo e Giampiero Reverberi, la band si esibisce al Giglio Rosso, alla Foce.

Nel 1956, assecondando i desideri della madre e del fratello che ambiscono per lui ad un futuro da laureato, si iscrive al biennio propedeutico della Facoltà di Ingegneria. Ma in quello stesso anno entra a far parte, anche se saltuariamente, del Modern Jazz Group di Mario De Sanctis. Oltre allo stesso De Sanctis (al piano) e Luigi (sax alto), della formazione fanno parte Fabrizio De André (chitarra), Attilio Oliva (sax baritono), Alberto Cameli (sax tenore), Carlo Casabona (contrabbasso) e Corrado Galletto (batteria).


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Una immagine storica, perchè ritrae due mostri sacri della musica d'autore mentre suonano insieme nel "Modern Jazz Group": Fabrizio De Andrè (seduto con la chitarra) e Luigi Tenco (il primo sax a sinistra). Gli altri sono, da sinistra: Mario De Sanctis (pianoforte), Carlo Casabona (contrabbasso), Alberto Cameli (sax tenore), Attilio Oliva (sax baritono), Corrado Galletto (batteria)


Il 2 giugno 1957 supera l'esame di "Disegno 1", con 20/30. Ma in seguito, esaminato dal prof. Togliatti (fratello dell'allora segretario del Pci), fallisce per due volte l'esame di "Geometria analitica e proiettiva" [Per due anni non sosterrà altri esami ed anzi deciderà di cambiare corso iscrivendosi nell'anno 1959/60 a Scienze Politiche].

L'hobby per la musica diventa qualcosa di più grazie a Marcello Minerbi, che agli inizi degli anni '60 fonderà Los Marcello's Ferials, ma che in questo periodo fa parte del trio strumentale Tony, Marcello e Max. "Minerbi suonava alla Cambusa di Capurro, in piazza de' Ferrari, e vedeva puntuali ad assisterlo due spaesati ragazzi: Tenco e Coppola. Il suo trio si sciolse e qualcuno lo convinse a rifare il gruppo con Tenco e Coppola... Il trio di recente formazione si autodefiniva scherzosamente Trio Garibaldi, a sottolineare lo spirito di emergenza che caratterizzava i suoi interventi, laddove altre formazioni si scioglievano o erano costrette alla rinuncia" [Feg., p. 30]. La nuova formazione viene ingaggiata a San Pellegrino Terme, per sostituire l'orchestra di Dino Siani, protagonista di un incidente stradale nei pressi di Tortona. Coppola ricorda: "Francamente il più volte citato Trio Garibaldi a me non dice niente. Comunque suoniamo noi tre, io alla batteria, Luigi al sax e Marcello alla chitarra. Stranamente otteniamo un successo strepitoso. Il nostro spettacolo cominciava intorno alle nove di sera al dancing delle Terme. In concomitanza al night suonava l'orchestra di Gastone Parigi che cominciava alle dieci e mezzo. Dopo tre-quattro giorni Parigi attaccava a suonare a mezzanotte e mezzo, quando avevamo finito noi. Prima non avrebbe avuto pubblico... Facevamo brani leggeri, roba che faceva ballare" [Par., p. 48]. L'esperienza dura appena una ventina di giorni, poiché il trio si scioglie per impegni di varia natura sia di Coppola che di Minerbi.

Ma Tenco non demorde. Fra il 1957 e il 1958, si presentano varie occasioni. "Una volta Paolo Tomelleri, rispondendo all'appello di Lino Patruno, che cercava un trio per l'Hotel Alpino di Stresa, coopta, con Tenco, Gaber e Reverberi. La paga, duemila lire al giorno, si fa bastare dividendo col quarto..." [Feg., p. 33]. È in tale occasione che Tenco, insieme a Giorgio Calabrese e Gianfranco Reverberi, compone Ciao ti dirò. Si esibisce poi al Santa Tecla di Milano con Gaber, Jannacci e Reverberi; quindi alla Piccola Baia di Genova, con Gaber e Reverberi.


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Al Santa Tecla di Milano. Da sinistra: Giorgio Gaber, Paolo Tomelleri, Gianfranco Reverberi, Luigi Tenco e Rolando Ceragioli



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"In famiglia non vedono di buon occhio la sua passione. Valentino era legatissimo al fratello ma la durezza di esperienze frustranti assommavano in lui il fratello e il padre in un atteggiamento di difesa quasi morboso. La guerra, il padre precocemente scomparso, il dover far fronte a necessità sproporzionate per la sua età portarono Valentino a ritenere dispersivo l'hobby di Luigi; i due erano legati da un affetto profondo ma destinati a esprimersi con codici diversi. Con la madre si raccomandava spesso a Minerbi di farlo desistere; Minerbi, che aveva capito il talento di Tenco, lo spronava" [Feg., p. 33]. E nel marzo 1959 vi è l'esordio discografico di Luigi, che incide per Ricordi il 45 giri Mai / Giurami tu, col gruppo I Cavalieri, di cui fanno parte Gianfranco Reverberi (vibrafono), Paolo Tomelleri (clarino), Enzo Jannacci (piano) e Nando De Luca (batteria). Subito dopo, e con lo stesso gruppo, incide il 45 giri Mi chiedi solo amore / Senza parole. Luigi figura in questi primi dischi col solo cognome, ma presto - un po' per non urtare la famiglia e un po' perché egli stesso considera la musica ancora come un hobby - decide di presentarsi con lo pseudonimo Gigi Mai. E con tale pseudonimo, nel giugno dello stesso anno, incide altri due 45 giri (Amore / Non so ancora e Vorrei sapere perché / Ieri) e un EP contenente gli stessi quattro brani.




Primodiscotencovr7 Luigi Tenco in sala d'incisione, incide il suo primo disco


Il 18 giugno 1960 Tenco, che nel frattempo si è iscritto a Scienze Politiche dopo la deludente esperienza a Ingegneria, supera l'esame fondamentale di "Geografia politica ed economica", con voto 24/30. Il 24 giugno esce una raccolta di brani per la Ricordi, in cui Tenco figura come autore ed interprete della canzone Quando (la raccolta sarà poi pubblicata anche in Brasile). Il 30 giugno Partecipa a Genova, a fianco dei "camalli" (lavoratori portuali), alla manifestazione di piazza che intendeva opporsi ad un comizio del M.S.I. Durante l'estate suona al Duse di Genova con il Modern Jazz Group, di cui fa parte l'amico Fabrizio De André il quale, frequentando le discoteche, si spacciava per l'autore di Quando al fine di ottenere successo con le ragazze. Fabrizio ha buon gioco perché la canzone è uscita con lo pseudonimo Dick Ventuno (ed anzi in precedenza Tenco aveva addirittura manifestato l'intenzione di farlo uscire con la dicitura "anonimo").

L'8 marzo 1961 esce un altro 45 giri con Quando: questa volta con il suo vero nome e cognome. La seconda canzone è Triste sera. Il 9 marzo esce il 45 giri Il mio regno / I miei giorni perduti. L'8 maggio esce il 45 giri Una vita inutile / Ti ricorderai. Il 27 giugno supera l'esame complementare di "Sociologia", con voto 24/30. Non sostiene più esami ma rimarrà iscritto all'università fino all'anno 1964. In luglio esce il 45 giri Quando / Ti ricorderai. Il 3 ottobre esce il 45 giri Ti ricorderai / Se qualcuno ti dirà.

Il 25 gennaio 1962 esce il 45 giri Come le altre / La mia geisha. Durante l'estate gira il film "La cuccagna", per la regia di Luciano Salce. Luigi collabora alla colonna sonora ed interpreta La ballata dell'eroe dell'amico Fabrizio De Andrè, ancora sconosciuto. Il film esce nelle sale cinematografiche di tutta Italia in ottobre, ma "non sfonderà al botteghino, né avrà una buona accoglienza sul fronte della critica specializzata. La carriera cinematografica del giovane attore sembra tuttavia promettere bene. Infatti Tenco viene convocato per la parte del protagonista ne La ragazza di Bube dal romanzo di Carlo Cassola, per la regia di Comencini. Sembra fatta ma all'ultimo momento gli viene preferito George Chakiris, l'attore americano assurto a improvvisa, vivida fama recitando in West Side Story. Secondo qualcuno la delusione di Tenco è bruciante. Altri invece (Coppola) affermano che la bocciatura venne accolta con fatalismo, se non addirittura come una liberazione" [Par., pp. 78-79). In novembre esce il suo primo 33 giri, in cui troviamo Mi sono innamorato di te, Angela e Cara maestra. A causa di quest'ultimo brano il disco viene "censurato". Pochi giorni più tardi esce però un 45 giri contenente le prime due canzoni (le sole ammesse all'ascolto dalla Commissione per la censura). Si lacera intanto il rapporto con la casa discografica Ricordi. Il brano Mi sono innamorato di te era stato richiesto, senza esito comunque, da un altro imprenditore discografico per il quale Luigi inciderà poi nel periodo 1964-1965.

Nel 1963, durante il primo semestre dell'anno, litiga con Gino Paoli per via del flirt con la giovanissima attrice Stefania Sandrelli, appena diciassettenne. "Nel '61 Paoli aveva allacciato una relazione amorosa con Stefania Sandrelli. L'aveva conosciuta, intrigante quindicenne, poco prima del suo esordio nel cinema in Divorzio all'italiana... È inevitabile correre al tentativo di suicidio messo in atto da Paoli il 13 luglio 1963. La tragedia non si compie per un millimetro, la distanza che separava, e separa tuttora, il cuore di Gino dalla pallottola sparata dalla Derringer calibro 5" [Par., p. 88]. I due cantautori rompono ogni rapporto e non si parleranno mai più. A giugno Partecipa a Clusone (BG), con Pino Donaggio ed altri cantanti, ad una manifestazione canora. Il 10 settembre esce l'ultimo 45 giri per la Ricordi: Io sì / Una brava ragazza, entrambe dal testo troppo esplicito per l'epoca, e dunque censurate.

Nel gennaio 1964 inizia la collaborazione con l'etichetta discografica Jolly (Joker). Il 15 aprile esce il 45 giri di Ragazzo mio, canzone dedicata, a quanto pare, ad Alessandro (figlio dell'amico Roy Grassi). La seconda canzone è No, non è vero.

Il 7 gennaio 1965, dopo parecchi rinvii per motivi di studio [la visita di leva risale all'11 aprile 1958], si arrende all'inevitabile e parte per il servizio militare a Firenze. Ma dall'8 gennaio fino all'11 marzo 1966 - giorno in cui sarà posto in congedo - "Tenco passa attraverso numerosi ricoveri in ospedale per non meglio precisate malattie che gli fruttano complessivamente - stando alla fredda eloquenza delle carte - 420 giorni di convalescenza! Praticamente l'intero periodo della ferma" [Par., p. 94]. Intanto, il 14 maggio 1965 esce il secondo album, contenente Ho capito che ti amo, Ragazzo mio e la prima versione di Vedrai vedrai. Il 13 ottobre dello stesso anno scrive alla fantomatica Valeria la prima delle tre lettere conosciute dall'opinione pubblica [saranno pubblicate dal quotidiano genovese Il Secolo XIX nel 1992]. In dicembre , grazie ad un permesso delle autorità militari, compie una tournée di 10 giorni a Buenos Aires (Argentina), dove è atteso come ospite d'onore ad una trasmissione televisiva, la cui sigla è Ho capito che ti amo, scritta da Luigi e popolarissima in tutto il Paese sudamericano. Gli viene tributata un'accoglianza calorosa. Il 22 dicembre, alle ore 21, partecipa con enorme successo allo show televisivo "Casino Philips", trasmesso da Canal 13. Intanto, nel corso dell'anno, compone una serie di ballate che usciranno postume nell'album Tenco canta Tenco, De André, Jannacci, Bob Dylan (1972).

Nel 1966 stipula un nuovo contratto con la Rca ed incide Un giorno dopo l'altro, che diventa la sigla della fortunatissima serie televisiva Il commissario Maigret, il celebre personaggio di Simenon interpretato magistralmente da Gino Cervi. Per la nuova casa discografica incide altri capolavori: Lontano lontano, Uno di questi giorni ti sposerò, E se ci diranno, Ognuno è libero: le due "anime" caratteristiche di Tenco, gli elementi portanti della sua vita (amore ed impegno civile) coesistono perfettamente nella piena maturità artistica, senza sovrapporsi o disturbarsi. In agosto, nella sede della Rca, a Roma, conosce la cantante italo-francese Dalida che sta incidendo "Pensiamoci ogni sera": un incontro che sarà decisivo nella carriera artistica ed esistenziale di Tenco, indipendentemente dal legame affettivo che legò o meno i due artisti. Fatto sta che nel settembre dello stesso anno Tenco si reca a Parigi, insieme ad alcuni funzionari della Rca, per presentare a Dalida la canzone Ciao amore ciao. E da lì nasce l'idea della partecipazione di Tenco e Dalida al prossimo Festival di Sanremo. A novembre rilascia una celebre intervista radiofonica ad Herbert Pagani, di Radio Montecarlo.

Alla vigilia del festival vari amici, tra cui Nanni Ricordi e Michele Maisano, cercano di dissuaderlo: ma Tenco è ormai in gioco. Forse non sa come fare; forse un po', in fondo, ci tiene. Sta di fatto che Fegatelli riporta una sua dichiarazione che lo stesso biografo definisce come una sorta di testamento, e che è comunque l'espressione dei suoi sentimenti: "Io ho sempre imboccato la strada sbagliata. Sbagliai quando mi illusi di diventare ingegnere e a casa mia non c'era una lira, sbagliai quando mi misi a scrivere canzoni e quando mi illusi di fare un mestiere. Ho sbagliato pure adesso a venire a Sanremo, anche se mi ci hanno voluto loro, perché io non ho fatto una mossa per venirci, e magari non ci fossi venuto mai". Luigi prende alloggio all'Hotel Savoy di Sanremo (l'albergo oggi non esiste più, è stato chiuso una ventina d'anni fa). Occupa la camera 219, nella dependence, una stanza collocata nel seminterrato... Era arrivato a Sanremo in treno, da Roma, via Milano (dove era giunto in aereo) e Genova. La sua auto, una Giulia verde, è rimasta a Roma. Tenco telefona alla Rca e prega qualcuno di portargliela a Sanremo, in modo da poter rientrare a casa, a Recco, al termine della manifestazione. L'auto viene portata a Sanremo dal discografico Paolo Dossena che nota nel cruscotto dell'auto, una pistola. Le pistole( perchè a dire la verità Luigi ne acquistò due, una Walther Ppk e un'Astra ) erano state acquistate dallo stesso Tenco nel novembre '66 per difesa personale: Luigi aveva confidato al fratello Valentino di aver subito delle minacce di morte e infatti DUE GIORNI PRIMA DI MORIRE anche a Paolo Dossena che gli chiede conto della pistola ritrovata da lui nel cruscotto Luigi confermerà: "Mi hanno minacciato di morte e con questa mi sento piu' sicuro". Da li a due giorni Luigi Tenco, "coincidenza", muore. "La vigilia del festival scorre tra i consueti rituali. Raffiche di fotografie scattate qua e là accanto alla celebre partner, interviste. Quattro chiacchiere con gli ammiratori e qualche autografo" [Par. p. 138]. Ma alla sera, quando arriva il suo turno, Mike Buongiorno deve spingerlo in scena. Prima di mettere piede sul palco Luigi dice a Mike Bongiorno: "Vado fuori, canto e poi ho chiuso con la musica leggera", frase compresa erroneamente da tutti perchè Luigi non si stava riferendo al suicidio ma AL RITIRO DALLE SCENE MUSICALI !!! Ciao amore ciao si classifica al dodicesimo posto, con soli 38 voti dei 900 disponibili. Il verdetto potrebbe essere neutralizzato dalla commissione di ripescaggio presieduta dal giornalista Ugo Zatterin, direttore del Radiocorriere Tv, il quale, forte della sua posizione, spinge per La rivoluzione, uno squallido brano interpretato da Gianni Pettenati. Il giornalista Lello Bersani e il regista Lino Procacci, membri della commissione, si dimettono indignati. Nella notte del 27 gennaio 1967, Tenco VIENE UCCISO da "ignoti" in spiaggia e poi riportato nella camera 219 dell'Hotel Savoy anche se da 40 anni la verità ufficiale sostiene che si è trattato di un suicidio. Prima di morire Luigi scrive il celebre biglietto, che poi verrà letto come un duro atto d'accusa contro la spietata macchina del festival" [Par. pp., 146-147] anche se ULTIMAMENTE sono stati "intercettati" su quel foglio DEI CALCHI DI PAROLA che ci fanno comprendere "con ritardo" ma meglio tardi che mai che quella lettera spacciata per lettera d'addio, in verità era l'ultima pagina di una lettera di denuncia dove Luigi Tenco oltre a denunciare le combines del festival ( pagine precedenti mancanti ), annunciava il suo ritiro dalle scene musicali NON PERCHE' STANCO DELLA VITA ( TUTT'ALTRO ) ma come atto di protesta.Ecco il testo: Io ho voluto bene al pubblico italiano e gli ho dedicato inutilmente 5 anni della mia vita. Faccio questo non perché sono stanco della vita (tutt'altro) ma come atto di protesta contro un pubblico che manda Io tu e le rose in finale e ad una commissione che seleziona La rivoluzione. Spero che serva a chiarire le idee a qualcuno. Ciao. Luigi.


Alla signora Teresa viene detto che il figlio è rimasto ucciso in un incidente stradale, e la verità le verrà risparmiata ancora per qualche tempo. I funerali di Luigi si svolgono il 30 gennaio a Ricaldone, paese d'origine della famiglia materna. La madre, sofferente di cuore, è rimasta nella villa di Recco, per ordine del medico. Fra i presenti, per quanto riguarda il mondo della canzone, soltanto Fabrizio de André e Michele Maisano, insieme alla prima moglie di Gino Paoli, Anna Fabbri.

Scrive Fegatelli: "È difficile dire che cosa sarebbe diventato oggi Tenco. Sappiamo della sua decisione, a un dato momento, di smettere e continuare a comporre solo per altri (Mina, ad esempio). Molti, in contraddizione col suo terror panico del pubblico, sono certi che oggi sarebbe un formidabile animale da palcoscenico, uno show-man versatile ed eclettico alla stregua, solo per fare un esempio, di un Yves Montand. [...] A Tenco fu tributato, anche se postumo, un riconoscimento molto ambito in vita. [...] Tenco non ha conosciuto la stagione delle rughe, mentre qualcuno ha messo su pancia, qualcun altro è diventato calvo, a molti gli ideali si sono ristretti e tu, fratello minore, sei diventato quasi padre. Eppure, leggere il suo nome su una targa di un largo alla periferia di Roma ci ha riportato improvvisamente quel dolore intenso che provammo trentacinque anni fa, una mattina d'inverno su di un tram, nel leggere la notizia, nel vedere su un giornale il suo volto contratto in una smorfia, fermo nella fissità di un'opera d'arte non più riproducibile" [Feg., p. 119].

Chiudiamo questa breve biografia con qualche cenno sulla fortuna postuma di Tenco. Nello stesso anno della sua morte, vengono stampati cinque 45 giri e un LP (per lo più con materiale Ricordi). Il 1° maggio nasce a Venezia il primo club intitolato a Luigi Tenco, presieduto da Ornella Benedetti. Nel 1972 la Joker pubblica un gruppo di inediti del biennio '64/'65, che, all'epoca non erano neppure stati accettati dalla Siae. Il 10 agosto dello stesso anno, per iniziativa di Amilcare Rambaldi (floricoltore sanremese), si costituisce il Club Tenco di Sanremo, che l'anno seguente allestisce i primi spettacoli, invitando fra gli altri Giorgio Gaber, Francesco Guccini e Roberto Vecchioni. Nel 1974 nasce ufficialmente il Premio Tenco. La prima edizione ospita fra gli altri Francesco Guccini, Roberto Vecchioni, Leo Ferré, Gino Paoli, Angelo Branduardi, Antonello Venditti. Nel 1977, a dieci anni dalla morte, la Rai dedica a Tenco un film-inchiesta (Vedrai che cambierà) che viene duramente contestato dal fratello Valentino. Nel 1984, in un cofanetto triplo (con note di Bruno Lauzi, viene ristampato il materiale Ricordi (36 canzoni). Nel 1987 (ventennale della morte di Tenco), Dalida muore suicida a Parigi. A partire dall'edizione del 1989, Lontano lontano, sigla d'apertura del Premio Tenco, viene eseguita in diretta da un interprete ogni anno diverso. Nel 1992, si tiene a Ricaldone una tavola rotonda che si svolge sulla sensazione destata dalla pubblicazione, sul "Secolo XIX", di tre lettere a Valeria, la donna a cui Tenco era legato negli ultimi anni. Vi partecipano, fra gli altri, il fratello Valentino, Paoli, Rambaldi e Cristiano De André. Nasce così l'idea di una rassegna annuale, che si chiamerà "L'isola in collina". Nel novembre 1995, all'indomani del Premio Tenco, muore Amilcare Rambaldi. Nel novembre 1997 muore Valentino Tenco. Nel 2001 esce un omaggio discografco collettivo: Come fiori in mare, inciso da diversi interpreti fra i quali Teresa De Sio e Ivano Fossati. Nel 2002 i Club Tenco annuncia l'acquisizione dei diritti dell'intera produzione tenchiana, col progetto della pubblicazione integrale. Nel 2003 la Procura di Sanremo annuncia la riapertura dell'inchiesta sulla morte di Luigi. Nel 2006 Il caso Tenco viene fatto chiudere dai "media" come "suicidio da manuale" ma a tutt'oggi, al momento di andare in stampa ( 14 Novembre 2008 ), il caso è "ancora" aperto e si attende la firma per l'archiviazione. Nel 2008, Luigi Tenco 60's - La verde isola - pubblica la canzone inedita dal titolo LA BALLATA DEL TENCHIANO che parla di un Tenco totalmente differente da quello che da 40 anni ci hanno fatto conoscere.


LA DISCOGRAFIA DI LUIGI TENCO

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I TESTI DELLE CANZONI DI LUIGI TENCO

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LUIGI TENCO 60'S - LA VERDE ISOLA ( FORUM )

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 CASO TENCO - LE 5 PROVE DELL'OMICIDIO DI LUIGI TENCO

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 CASO TENCO - IL MOVENTE DELL'OMICIDIO DI LUIGI TENCO ( PARTE 1 - P2/SIFAR/MARSIGLIESI )

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 CASO TENCO - IL MOVENTE DELL'OMICIDIO DI LUIGI TENCO ( PARTE 2 - L'ARGENTINA )

http://luigitenco60s.forumfree.net/?t=16199448

PETIZIONE - LE 5 PROVE DELL'OMICIDIO DI LUIGI TENCO SOSTENUTA ( dati al 28/02/2011 ) DA OLTRE 43.000 ITALIANI:

http://www.facebook.com/casotenco

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